Serve un censimento del patrimonio edilizio seguito da un piano di riassegnazione delle case di edilizia pubblica per svuotare le liste d’attesa, e fermare le discriminazioni nell’accesso. La gestione del patrimonio pubblico va finanziata con la fiscalità generale, con un contributo da parte degli inquilini in base alle effettive condizioni reddituali, con meccanismi di tutela per i casi di incapienza. Il 2% del bilancio regionale andrà a un fondo per riqualificare il patrimonio abitativo esistente e per mettere a regime un piano di intervento di manutenzione ordinaria. Chiederemo di usare gli alloggi privati sfitti e pianificheremo la distribuzione delle case per non creare i “quartieri ghetto”. Il costo dell'abitare non può superare il 25% del reddito familiare.