CONTRARI ALL’AMPLIAMENTO DEL CAROSELLO, SERVE VISIONE STRATEGICA DI SOSTENIBILITA’ DEL TERRITORIO

“Come Articolo 1 Mdp siamo contrari al progetto di ampliamento del Centro commerciale Carosello: serve una visione unitaria e univoca di sviluppo del territorio lombardo che vada nella direzione della sostenibilità del territorio stesso, non solo in termini di suolo e di aree verdi ma anche di attenzione nei confronti dei cittadini.

Oggi, in V Commissione Territorio e Infrastrutture in Regione, abbiamo ascoltato in audizione le parti interessate dal progetto: il Comuni di Carugate e Cernusco sul Naviglio, la Lista Cernusco Civica, la Lista civica Carugate in Movimento, la società Eurocommercial Properties Italia s.r.l., Legambiente, Confcommercio, i Comitati Referendum Carugate e Bene Comune Cernusco.

Le perplessità sollevate da chi è contrario all’ampliamento, come Legambiente e Confcommercio, oltre ai comitati civici che rappresentano i cittadini, sono concrete. Innanzitutto, c’è la questione ambientale e territoriale: l’ampliamento, va di fatto a ridosso del Parco degli Aironi, inserito all’interno del Parco delle Cave, e il progetto prevede anche la realizzazione di due livelli fuori terra e due piani di parcheggi interrati a ridosso del laghetto, con un rischio ambientale e idrogeologico importante. Inoltre, l’aumento di volumetria di oltre 23mila mq va a impattare in maniera importante sul paesaggio.

Dal punto di vista occupazionale, vi è un forte dubbio sulle reali cifre dell’incremento dell’occupazione che i nuovi negozi (una quarantina) porterebbe, perché la tendenza che abbiamo visto in questi ultimi anni è di impatto negativo dei grandi centri commerciali sul piccolo commercio. Inoltre, abbiamo sotto gli occhi la crisi di alcuni di questi grossi centri che hanno chiuso, come il caso dell’Auchan di Cinisello, lasciandoci in eredità strutture enormi non utilizzate.

Già la Regione nel 2006 si era espressa su un’ipotesi di possibile ampliamento del centro, definendo oltretutto l’area interessata dall’ampliamento come satura. Non si capisce quindi il motivo per cui ora la stessa area dovrebbe essere idonea, se non un motivo puramente commerciale a vantaggio della società che gestisce il centro commerciale, e finanziario legato ad oneri di urbanizzazione che in realtà poco porterebbero ai Comuni, soprattutto in termini di vivibilità.”

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